Come associazione cristiana la cui missione è aiutare i cristiani di tutte le denominazioni a vivere assieme la propria vita cristiana, il Tesoro nascosto si concentra sui valori fondamentali del cristianesimo. Ma, anche se sono comuni a tutti i veri cristiani, questi valori non sono dei luoghi comuni, cioè non sono affatto scontati, o superficiali. Sono anzi profondi e misteriosi. Formano appunto il “tesoro nascosto” del regno di Dio.

Uno di questi valori è la purezza dei bambini piccoli. Gesù ha detto che la vita eterna consiste nel conoscere Dio, e ha anche detto che i bambini piccoli lo conoscono meglio di noi adulti, perché per entrare nel regno di Dio bisogna diventare come uno di loro.

La Bibbia dice anche che i bambini piccoli, per noi, sono un modello in quanto a purezza, ma non in quanto a sapienza, e che i bambini vanno perciò educati e protetti.

Ora, che la purezza dei bambini sia ultimamente oggetto di pesanti e diversificati attacchi attraverso la rete è abbastanza ovvio e sotto gli occhi di tutti, ma a molti di noi sfugge ancora la portata e la forza di questi attacchi. Ancora meno ovvio è cosa possiamo fare come adulti per proteggere il “tesoro nascosto” che è dentro i nostri bambini.

Per aiutare le famiglie e la scuola a essere utilmente vicine ai minori di cui sono responsabili, “Il Tesoro Nascosto”, con il contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Trieste, ha organizzato l’incontro pubblico “Trappole dietro lo schermo”, che si è svolto venerdì 8 novembre nella Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, in Via G. Rossini 4, grazie al contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Trieste.

È stato un vivace e denso incontro con alcuni esperti dei nuovi pericoli della rete, che hanno fornito informazioni tecniche e utili consigli per proteggere bambini e adolescenti da rischi come la no-mo-fobia (la paura di rimane senza connessione internet), il cyber-bullismo (minacce e attacchi on-line), il sexting (scambio telematico di foto o messaggi osceni), e altri fenomeni complessi e discutibili come il social challenge, o i forum pro-anoressia e pro-bulimia.

Antonio Morra, giornalista e blogger, autore di libri come Pornolescenza (2018) e Pornotossina (2016, presentato al “Tesoro nascosto” nel 2017), ha offerto una panoramica sui nuovi pericoli e dipendenze a cui sono esposti i minori che, sempre più piccoli, passano la maggior parte del loro tempo in rete e hanno fatto della rete il loro spazio sociale, nel quale cercano riconoscimento e accettazione.

Il Commissario Capo Tecnico Giuseppe Panarello e il Vice Ispettore Luca Penna, entrambi del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni FVG, hanno parlato, con particolare riferimento al cyber-bullismo, delle responsabilità civili degli insegnanti e dei genitori i cui figli o allievi si trovano a essere coinvolti in questi problemi, sia come vittime che come autori delle violenze, e degli strumenti giuridici a loro disposizione per intervenire.

Ha concluso l’incontro Jordan Piščanc, esperto informatico dell’Università di Trieste, che ha parlato dei sistemi disponibili in rete per difendere i minori dai pericoli della stessa rete.

Il messaggio generale che abbiamo ricevuto dagli esperti intervenuti e che pensiamo giusto trasmettere è che il vero problema e la principale causa della dipendenza dalla rete e dei danni che si moltiplicano attraverso la rete è quello di un crescente gap tra le generazioni; e che, quindi, la prima necessità è quella di un dialogo più vero tra adulti e minori.

Come dice la Bibbia alla fine della sua Prima Parte, è di primaria importanza e necessità ricondurre “il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri.” (Malachia, 4:6).

Il principale evento organizzato in questo periodo è stata la conferenza tenuta da Lino Cavone, socio fondatore della Onlus Porte Aperte Italia, che ci ha parlato delle persecuzioni che stanno subendo oggi i nostri fratelli in tutto il mondo. La conferenza si è svolta sabato 9 giugno, nella sala della Chiesa Evangelica Metodista di Scala dei Giganti a Trieste.

Quando si parla di martiri della fede cristiana si pensa solitamente al passato remoto dei primi secoli del cristianesimo, o al passato prossimo della persecuzione ad opera dei regimi totalitari del secolo scorso. In realtà, il fenomeno è molto più esteso e presente di quanto generalmente si sappia e non si tratta solo di storia, ma anche e soprattutto di geografia. Sono coinvolti paesi islamici come lo Yemen o totalitari come la Corea del Nord, ma anche paesi a maggioranza nominalmente cristiana come il Messico e la Colombia, o l’Etiopia e la Somalia.

Porte Aperte è una Onlus costituita nel 1983 come base italiana di Open Doors International. Si impegna a sensibilizzare gli italiani a sostegno dei cristiani perseguitati nel mondo. Open Doors, fondata nel 1955 ad opera del missionario olandese Andrew van der Bijl (noto anche come Brother Andrew, il contrabbandiere di Dio), è un’organizzazione non denominazionale che agisce in tutto il mondo per la moblitazione della chiesa a favore dei credenti che vivono nei 50 paesi in cui la persecuzione religiosa è tuttora una realtà quotidiana. Uno dei compiti che si è data Open Doors è tenere aggiornata la World Watch List, cioè l’elenco di questi paesi e la valutazione del livello di persecuzione che devono subire coloro che vi vivono e che si professano cristiani, e non vogliono o non possono cercare rifugio in qualche altro paese.

Come attività regolare si sono tenuti settimanalmente gli incontri di condivisione fraterna a cui hanno partecipato credenti di diverse comunità, con la lettura condivisa di vari libri, secondo una formula che ha dato molti buoni frutti. A turno, leggiamo un libro cristiano che poi condividiamo in una serie di incontri della durata di circa un’ora lungo un periodo che di solito copre un paio di mesi. La condivisione del libro è soprattutto un’occasione per suscitare il dialogo tra i presenti.

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Rispetto ai due anni precedenti, l’anno scorso è stato  sensibilmente ridotto il ritmo delle conferenze del sabato: oltre ad alcune repliche, abbiamo presentato soltanto due conferenze, una su Trieste come città della scienza e un’altra su Scienza come coscienza, e più precisamente sull’insegnamento dei fratelli Robert e Frank Oppenheimer.

Il sabato è stato più spesso occupato dalla visione di un film cristiano e dalla successiva discussione sui temi trattati dal film, consumando assieme anche una pizza.

L’appuntamento che ha avuto più successo e continuità è quello del lunedì sera, cioè delle Letture cristiane. Dall’inizio dell’anno scorso abbiamo letto e meditato assieme ben otto libri (La chiesa in casa, Pregare mettendo Dio al centro della preghiera, Il Figlio di Israele, Il Cristiano sul monte, Prendere in Dio il proprio piacere, Comunione con lo Spirito Santo, Preghiera e risveglio, Rivoluzione nelle missioni mondiali), raccogliendo a parlarne assieme fratelli di quattro comunità diverse, più alcuni ospiti che ancora non appartengono a nessuna comunità.

In questo stesso ambito, cioè durante gli incontri del lunedì, abbiamo anche iniziato una meditazione sulle principali feste ebraiche, che speriamo di approfondire e arricchire ogni anno.

Dal settembre del 2017 abbiamo organizzato il secondo anno di un corso di dizione tenuto dall’attrice Nadia Pecchiar. Il corso si è concluso all’inizio dell’estate la lettura al pubblico del libro di Giona, che era stata preparata lungo tutto l’anno.

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In ottobre abbiamo organizzato il corso dei volontari della CRIVOP che si è tenuto nel Carcere di Trieste con la visione di alcuni film per i ristretti in carcere. In seguito alle giornate di attività si è formato un gruppo di volontari CRIVOP che si incontrano periodicamente per pregare per l’opera di evangelizzazione nelle carceri.

In ottobre abbiamo anche organizzato una conferenza sulla possessione demoniaca e sul ministero di liberazione dagli spiriti tenuta da Corrado Maggia e da sua moglie Anna.

Nei mesi successivi, tre altri eventi hanno riscosso un notevole successo di pubblico:

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la conferenza di Paul Schafer, uno dei responsabili dell’opera evangelistica interdenominazionale “Cristo è la Risposta!”. Nella conferenza, intitolata “Cristo è forse diviso?”, Paul Shafer ha tracciato un panorama della testimonianza evangelica in Italia davanti a un pubblico che rappresentava la maggioranza delle chiese evangeliche in regione.

A seguire, due giornate di mostra mercato di bibbie, DVD, oggettistica e letteratura cristiana organizzata in collaborazione con la Casa biblica di Vicenza, concluse con la testimonianza del direttore di questa libreria evangelica (per adesso l’unica aperta al pubblico nelle Tre Venezie), Alfred Mudersbach.

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In gennaio si è svolto l’evento che, dalla costituzione dell’associazione, ha richiesto il maggior sforzo, sia dal punto di vista dell’organizzazione che dell’impegno finanziario: il concerto del gruppo giovanile cristiano Hebron. La risposta del pubblico evangelico triestino e regionale è stata molto buona, ma ci siamo soprattutto rallegrati che la comunione fraterna e l’adorazione assieme hanno dato testimonianza della fede ad amici e simpatizzanti che sono intervenuti al concerto partecipando per la prima volta a dei canti di adorazione.

A fine marzo è stato poi organizzato il primo incontro intercomunitario di lode e adorazione, che per adesso ha visto la partecipazione di fratelli di solo due comunità. L’invito è stato comunque rivolto a tutte le chiese che conosciamo e speriamo che la partecipazione si estenda presto a fratelli di altre comunità, in vista di un incontro regolare per edificarsi assieme e prepararsi anche a future evangelizzazioni intercomunitarie.
Abbiamo anche già partecipato attivamente a tre di queste evangelizzazioni, organizzate in diversi punti del centro di Trieste dall’autunno scorso

Un altro programma di evangelizzazione è iniziato l’ottobre 2016 ed è proseguito ogni mese fino al maggio scorso. Consiste in un’animazione mirata all’evangelizzazione dei bambini e delle loro famiglie. L’attività è stata ripresa nel dicembre scorso con un pomeriggio organizzato con i bambini e loro famiglie in un locale affittato all’uopo, con animazioni e giochi di gruppo. È stata anche raccolta un’offerta devoluta a Compassion per l’acquisto di depuratori d’acqua.

In maggio si terrà il primo di una serie di incontri sulle chiese etniche attive a Trieste e in regione. La serie si intitola “Due volte stranieri”. Il primo incontro è con Daniele Hu, responsabile della Chiesa Cristiana Evangelica Cinese, che ci parlerà dei problemi e delle particolarità della vita in Cristo come cinesi a Trieste.

 

Il principale evento del mese di luglio è stata la conferenza organizzata assieme a “Porno Tossina”, movimento fondato nel 2013 da Antonio e Teresa Morra per “sensibilizzare, esporre ed evidenziare i problemi che la pornografia produce alla mente, alle relazioni e alla nostra società”.

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Parlare dei disastri che l’industria pornografica sta causando nella vita di tante persone è importante non solo per mettere in guardia le potenziali vittime, ma anche per sensibilizzare coloro che hanno il compito di seguire la crescita e la maturazione spirituale di queste persone (genitori, responsabili di comunità, esperti di counseling). Infatti, di fronte ai pericoli della “pornotossina”, si ridimensiona drasticamente l’importanza di tante altre cose a cui si sta normalmente principalmente attenti.
I cristiani che vivono nelle regioni in cui la chiesa è perseguitata dallo stato (o con il permesso dello stato) raccontano che le persecuzioni aiutano a superare le numerose divisioni che, con i secoli o i decenni, si sono prodotte per ragioni spesso pretestuose. Nelle nostre regioni, dove la persecuzione è, almeno per ora, storia passata, il rischio per i credenti oggi non è quello di essere estromessi dalla società ma piuttosto di esserne fagocitati, attratti dai suoi veleni più subdoli.

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Il Tesoro Nascosto si impegna a promuovere quegli aspetti del cristianesimo in cui si possono riconoscere tutti coloro che hanno deciso di seguire gli insegnamenti del vangelo. Abbiamo voluto organizzare questo evento, che ha effettivamente riscosso un grande interesse tra i fratelli della regione, soprattutto tra i giovani, anche nella certezza che riconoscere il comune nemico aiuterà la collaborazione tra le comunità cristiane.

Per ospitare tutti i partecipanti abbiamo chiesto e gentilmente ottenuto l’ampia sala della Chiesa Cristiana Evangelica Cinese di via Giglio Padovan. Molti giovani frateelli cinesi hanno anche preso parte alla conferenza.

 

 

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Michele Recupero

Le ultime settimane di novembre e l’inizio del mese di dicembre siamo stati impegnati nella preparazione del corso di formazione aspiranti volontari CRIVOP (CRIstiani VOlontari nei Penitenziari) tenuto dal Presidente dell’associazione Michele Recuperoe dalla moglie Cettina, a cui è stata dedicata l’intera giornata di sabato 5 dicembre 2015. Al corso hanno partecipato una ventina di aspiranti volontari provenienti da varie chiese evangeliche cittadine (più alcune persone semplicemente interessate all’argomento).

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Attraverso la presentazione di grafici, immagini e brevi video, Michele e Cettina hanno aperto gli occhi dei partecipanti su una realtà sconosciuta ai più – la vita dentro il carcere – illustrandocela da diversi punti di vista: quello delle forze dell’ordine, quello delle leggi e dei regolamenti a cui devono sottostare anche i volontari che vogliono entrarvi per portare assistenza ai detenuti, e, non ultimo, quello dei carcerati stessi e delle loro famiglie. L’approfondimento degli aspetti istituzionali e legali che regolamentano i penitenziari hanno suscitato un grande interesse e un forte rispetto per chi vi opera e deve essere pronto ad affrontare ogni giorno situazioni al limite delle energie normalmente disponibili.

Le rigide regole a cui è sottoposta la vita nel carcere (sia per chi vi è “ristretto”, sia per chi vi lavora, sia per chi vi entra volontariamente)  sono state presentate con molto realismo e serietà, smorzando il facile (ed effimero) entusiasmo di chi si illudesse di poter entrarvi a predicare il vangelo a tutti i carcerati. Non diversamente da quanto accade quando testimoniamo ai nostri colleghi, ai nostri amici o ai nostri familiari, le parole che diciamo devono essere ben pesate e soprattutto devono essere accompagnate dalla dimostrazione pratica del nostro disinteressato e paziente amore.

D’altra parte è stato importante anche riflettere sulle vite dei detenuti e dei loro cari, socialmente, psicologicamente e anche fisicamente bruciate dalla forzata compagnia di persone normalmente ostili e spesso violente, e di cui è comunque difficile fidarsi, e nella snervante attesa delle diverse tappe dell’iter giudiziario. Il contatto (per quanto mediato) con queste realtà ha toccato profondamente tutti i presenti. Pur consapevoli della gravità delle azioni commesse e della pericolosità dello stile di vita che nella maggior parte dei casi ha preceduto la detenzione di queste persone, gli aspiranti volontari sono stati mossi a misericordia, comprendendo meglio il loro profondo bisogno di Dio. E i Vangeli ci dicono che Gesù ha annunciato il regno di Dio a tutti: farisei e pubblicani, religiosi e laici, morali e immorali, ricordandoci che “non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Matteo, 9:12).

La seconda parte del corso si è conclusa con delle simulazioni di visita in carcere, delle scenette improvvisate al momento, in cui gli aspiranti volontari hanno potuto mettere (e vedere messe in pratica) le conoscenze acquisite.

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Simulazione di visita (Michele impersona il volontario che va a incontrare una carcerata)

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Anche gli incontri del lunedì, recentemente denominati “Letture cristiane”, stanno diventando un momento importante per conoscerci e condividere i pensieri con cui il Signore ci incoraggia a confidare in lui.

Nel mese di dicembre abbiamo meditato Dov’è lo Spirito? un libro del pastore e dottore evangelico Roberto Bracco, uno dei fondatori della Chiesa Pentecostale in Italia. Nel mese di gennaio abbiamo invece iniziato la lettura del “Il Regno di Dio” dello scozzese David Pawson, anche lui dottore della parola e pastore evangelico.

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Il lunedì 28 dicembre è stata fatta un’eccezione al consueto appuntamento delle “Letture cristiane”, per lasciare posto a un incontro con Daniele Riva, che ci ha diffusamente parlato di alcune delle fonti storiche non bibliche che comprovano la venuta di Gesù nella Terra di Israele del 1° secolo.

In questi mesi sono anche andate avanti le due serie di presentazioni sulla storia di Trieste e su temi scientifici dal punto di vista della fede nella parola di Dio tenute rispettivamente da Domenico Pitacco e da Ettore Panizon.

 

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Le presentazioni di Domenico Pitacco, arricchite di molte nuove immagini e notizie, hanno riproposto le oscure e poco note vicende che, in epoca medievale e moderna, hanno contribuito a formare la cultura e il carattere della città di Trieste e delle regioni circostanti.

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Nella seconda versione della presentazione di Ettore Panizon, con nuove immagini e maggiori spiegazioni della volta precedente, il tema delle differenze e delle identità tra maschio e femmina è stato nuovamente affrontato dal punto di vista di Genesi 1:27, dove è scritto che “Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina”. Secondo il significato delle parole “maschio” e “femmina” nella lingua ebraica in cui è scritto il testo originale, l’essere maschio e femmina si collega alla memoria e alla sensibilità, cioè a quelli che, anche per la scienza contemporanea, sono i due fondamentali ingredienti del pensiero cosciente, la facoltà mentale che ci rende uomini e meglio manifesta in noi l’impronta del Dio che ci ha creati.

 

 

Con il mese di ottobre, dopo la pausa estiva, sono riprese le presentazioni.

Sia i cicli preparati da Domenico Pitacco:

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Con la storia illustrata della nostra città e delle nostre regioni dagli albori della storia agli inizi del XX secolo.

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E con i racconti della Bibbia (per ora solo del libro della Genesi).

Sia le presentazioni curate da Ettore Panizon: la quarta e quinta di una serie che segue l’ordine delle classi dimensionali dell’Universo (vedi l’articolo Le schiere della creazione).

Dalle scale della cosmologia, dell’astrofisica e della geofisica, toccate dalle presentazioni dei mesi scorsi, siamo scesi verso le scale dell’ecologia, dell’etologia e dell’anatomia.

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Si è parlato della “casa” che Dio ha preparato per l’uomo e che l’uomo dovrebbe coltivare come suo giardino.

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E si è parlato anche di come recenti scoperte e teorie neuroscientifiche diano nuovo senso e verità a quello che è scritto nel libro della Genesi: “Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina” (Genesi, 1:27)

Come nelle precedenti presentazioni della stessa serie, concetti e scoperte della scienza contemporanea sono stati esposti alla luce della parola di Dio e, viceversa, si è mostrato come la parola di Dio possa venire confermata e arricchita, oltre che dalla nostra esperienza quotidiana, anche dall’osservazione scientifica della natura.

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Abbiamo anche replicato una presentazione a cura di Fabiana Lando intitolata I cinque linguaggi dell’amore dei bambini. Un’esposizione e rielaborazione dell’omonimo libro di Gary Chapman e Ross Campbell, a sua volta rivisitazione in chiave pedagogica di un classico della psicologia cristiana contemporanea The Five Languages of love, pubblicato nel 1995 dallo stesso Gary Chapman. L’idea originaria di Chapman – che tuttora dirige un servizio di consulenza matrimoniale e relazionale – è che sia di vitale importanza trovare il canale giusto per esprimere il nostro amore verso il nostro prossimo, in modo che il nostro affetto venga ricevuto come l’amore incondizionato di cui tutti abbiamo bisogno, e di cui hanno soprattutto bisogno i bambini.

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Un’altra attività che sta prendendo corpo è l’incontro del lunedì, dedicato soprattutto alla comunione fraterna tra credenti di diverse comunità. L’occasione per condividere riflessioni e idee viene preparata volta a volta da un volontario che si incarica di leggere e raccontare un libro cristiano. Abbiamo perciò pensato di cambiare nome a quest’incontro che avevamo intitolato “Quale vangelo?”, chiamandolo “Letture cristiane”.

In ottobre e novembre, abbiamo meditato assieme libri come Cosa è successo all’adorazione?, del pastore americano Aiden W.Tozer; Benedetti siano i tuoi nomi, di David Wilkerson; e Tesori nascosti: l‘interpretazione giudeo-cristiana delle Scritture nel primo secolo di Joseph Shulam. Toccando temi di vitale importanza come quello del nostro rapporto personale con Dio, della conoscenza che possiamo avere del suo volto attraverso i suoi nomi, e del rapporto tra lo spirito e la lettera, nel formarsi di un’etica cristiana (sia per gli ebrei che hanno creduto a Gesù, sia per i Gentili che sono stati adottati nell’ulivo della famiglia di Israele), sempre in delicato equilibrio tra la libertà e la legge, la fede nella presenza di Dio e la religiosità che nasce inevitabilmente dal sentimento della sua assenza.

 

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In agosto il Tesoro è rimasto particolarmente nascosto. Sia per il caldo, sia per le vacanze, abbiamo completamente interrotto le conferenze e le lezioni e ci siamo soprattutto dedicati e alla condivisione della letture e della meditazioni della parola di Dio.

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Negli incontri di condivisione fraterna che teniamo la sera del lunedì, abbiamo affrontato due argomenti principali, tra loro intimamente collegati: l’unità della chiesa e la chiamata a servire (e non a essere serviti). Dopo la serie di incontri sui temi sollevati dagli insegnamenti di Watchman Nee sull’unità della chiesa (gli stessi trattati anche in uno scritto anonimo intitolato Una sola chiesa di cui si è pure parlato), la sorella Fabiana Lando ha condotto una serie di incontri, in cui ha presentato un libro scritto negli anni ’80 dal fratello californiano Erwin Gayle. Il libro si intitola The Jesus Style (“Lo stile di Gesù”) e parla del carattere e del sentimento di Cristo, soprattutto di come il Signore Gesù sia venuto, come figlio dell’uomo, a servire e non a essere servito. I due temi, apparentemente lontani, discendono invece entrambi da quella che il Signore Gesù ha stabilito come prerequisito fondamentale per diventare suoi discepoli, la decisione cioè di prendere ogni giorno la propria croce, rinunciando a se stessi e alle proprie ambizioni di successo. Questa rinuncia implica infatti che non non si parli e non si agisca più nel proprio nome, ma solo nel nome di Gesù e per la gloria di Dio (“Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato, è veritiero e non vi è ingiustizia in lui”, Giovanni 7:18). Certamente, diciamo tutti di fare così, ma per farlo davvero occorre essere disposti a servire e non soltanto i primi (cioè quelli dai quali possiamo aspettarci dei vantaggi), ma anche, e soprattutto, gli ultimi. La chiesa invece, anche già come già all’epoca dell’apostolo Paolo, è divisa in tante fazioni anche per la preoccupazione di essere seguiti, cioè di avere un sufficiente numero di persone disposte a sostenerci e a servirci. Preghiamo perché sia fatta in terra la volontà del Padre come ce l’ha insegnata il Signore Gesù: “I re delle nazioni le signoreggiano, e quelli che le sottomettono al loro dominio sono chiamati benefattori. Ma per voi non dev’essere così; anzi il più grande tra di voi sia come il più piccolo, e chi governa come colui che serve”, Luca 22:25-26).

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Con la fine del mese di agosto è anche iniziata la preparazione per l’evangelizzazione in programma per l’ultimo fine settimana di settembre, che si è effettivamente tenuta le sere del 25, 26 e 27 settembre, in Piazza Cavana, a due passi da Piazza Unità (la piazza principale di Trieste).

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Dopo le  evangelizzazioni organizzate in maggio, le attività in giugno e in luglio sono ritornate alla normalità, seppur con un certo rallentamento dovuto anche alla montata del caldo estivo: gli incontri di condivisione fraterna il lunedì, le lezioni di dizione il venerdì (sospese per “le vacanze” dalla prima settimana di luglio fino a settembre), e, un sabato al mese, le presentazioni sulle storie della Bibbia raccontate per immagini.

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Con il mese di aprile, arriva alla sua conclusione la serie di presentazioni curate da Domenico Pitacco, che ha condiviso la sua storia illustrata della città di Trieste in cinque puntate, dall’epoca romana fino al momento del suo massimo splendore, che è coinciso con la Belle Epoque prima della grande Guerra. Scopo di questi incontri non è solo fare conoscere le alterne vicissitudini della Trieste del passato, ma anche meditare sulle radici della società in cui viviamo, per trovare assieme quella particolare porta che deve essere aperta perché il vangelo del regno di Dio arrivi al suo cuore.

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