Come associazione cristiana la cui missione è aiutare i cristiani di tutte le denominazioni a vivere assieme la propria vita cristiana, il Tesoro nascosto si concentra sui valori fondamentali del cristianesimo. Ma, anche se sono comuni a tutti i veri cristiani, questi valori non sono dei luoghi comuni, cioè non sono affatto scontati, o superficiali. Sono anzi profondi e misteriosi. Formano appunto il “tesoro nascosto” del regno di Dio.

Uno di questi valori è la purezza dei bambini piccoli. Gesù ha detto che la vita eterna consiste nel conoscere Dio, e ha anche detto che i bambini piccoli lo conoscono meglio di noi adulti, perché per entrare nel regno di Dio bisogna diventare come uno di loro.

La Bibbia dice anche che i bambini piccoli, per noi, sono un modello in quanto a purezza, ma non in quanto a sapienza, e che i bambini vanno perciò educati e protetti.

Ora, che la purezza dei bambini sia ultimamente oggetto di pesanti e diversificati attacchi attraverso la rete è abbastanza ovvio e sotto gli occhi di tutti, ma a molti di noi sfugge ancora la portata e la forza di questi attacchi. Ancora meno ovvio è cosa possiamo fare come adulti per proteggere il “tesoro nascosto” che è dentro i nostri bambini.

Per aiutare le famiglie e la scuola a essere utilmente vicine ai minori di cui sono responsabili, “Il Tesoro Nascosto”, con il contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Trieste, ha organizzato l’incontro pubblico “Trappole dietro lo schermo”, che si è svolto venerdì 8 novembre nella Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich, in Via G. Rossini 4, grazie al contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Trieste.

È stato un vivace e denso incontro con alcuni esperti dei nuovi pericoli della rete, che hanno fornito informazioni tecniche e utili consigli per proteggere bambini e adolescenti da rischi come la no-mo-fobia (la paura di rimane senza connessione internet), il cyber-bullismo (minacce e attacchi on-line), il sexting (scambio telematico di foto o messaggi osceni), e altri fenomeni complessi e discutibili come il social challenge, o i forum pro-anoressia e pro-bulimia.

Antonio Morra, giornalista e blogger, autore di libri come Pornolescenza (2018) e Pornotossina (2016, presentato al “Tesoro nascosto” nel 2017), ha offerto una panoramica sui nuovi pericoli e dipendenze a cui sono esposti i minori che, sempre più piccoli, passano la maggior parte del loro tempo in rete e hanno fatto della rete il loro spazio sociale, nel quale cercano riconoscimento e accettazione.

Il Commissario Capo Tecnico Giuseppe Panarello e il Vice Ispettore Luca Penna, entrambi del Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni FVG, hanno parlato, con particolare riferimento al cyber-bullismo, delle responsabilità civili degli insegnanti e dei genitori i cui figli o allievi si trovano a essere coinvolti in questi problemi, sia come vittime che come autori delle violenze, e degli strumenti giuridici a loro disposizione per intervenire.

Ha concluso l’incontro Jordan Piščanc, esperto informatico dell’Università di Trieste, che ha parlato dei sistemi disponibili in rete per difendere i minori dai pericoli della stessa rete.

Il messaggio generale che abbiamo ricevuto dagli esperti intervenuti e che pensiamo giusto trasmettere è che il vero problema e la principale causa della dipendenza dalla rete e dei danni che si moltiplicano attraverso la rete è quello di un crescente gap tra le generazioni; e che, quindi, la prima necessità è quella di un dialogo più vero tra adulti e minori.

Come dice la Bibbia alla fine della sua Prima Parte, è di primaria importanza e necessità ricondurre “il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri.” (Malachia, 4:6).