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“Il tesoro nascosto” si presenta alla città con un incontro aperto al pubblico che si intitola quasi con le stesse parole del proprio nome. Ma, mentre il nome dell’associazione viene dalla parabola del regno di Dio raccontata in Matteo 13:44, il titolo della prima conferenza si riferisce a un libro che parla della lettura delle Sacre Scritture. Tesori nascosti, l‘interpretazione giudeo-cristiana delle Scritture nel primo secolo (pubblicato in Italia da Edizioni Shofar) è un agile libretto scritto nel 2008 da Joseph Shullam, un credente messianico che ha fondato un apprezzato ministero di insegnamento a Gerusalemme. Ne parleranno Giovanni e Valeria Melchionda, fondatori dell’Alleanza Messianica Italiana, che ne hanno promosso l’edizione italiana (Valeria è anche l’autrice della traduzione italiana del libro). Sarà un’occasione per scoprire vari altri “tesori nascosti: non solo nelle Scritture, ma  nell’intera storia del popolo di Israele, anche della storia recente e in Italia, anzi proprio qui a Trieste. Il giorno dopo (Motzè Shabath, cioè “all’uscita del Sabato”, in modo da dare opportunità di partecipare anche agli ebrei osservanti) il discorso si allargherà più in generale alla situazione dei credenti messianici in Israele.

Nei giorni appena successivi a Natale, cominciano invece due serie di conferenze presentate da nostri soci.

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La prima serie, tenuta da Ettore Panizon il venerdì sera, seguirà – dal grande al piccolo – le dimensioni del Creato (nello stesso ordine e  con gli stessi argomenti di un articolo pubblicato nel suo blog). Si comincia questo mese con le strutture su grande scala del cosmo, per concludere, a 2015 probabilmente inoltrato, all’altro estremo dell’Universo visibile: le strutture molecolari e atomiche che formano gli invisibili ingranaggi della vita. Il rapporto tra scienza e fede non verrà trattato sollevando le solite questioni filosofiche su “creazione vs evoluzione”, ma  raccontando piuttosto, dal punto di vista di chi crede al Dio che ci ha dato la Santa Bibbia, alcune delle scoperte (e delle perplessità) della scienza contemporanea.

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La seconda serie, tenuta da Domenico Pitacco il sabato sera, parlerà di come, con il succedersi delle grandi età della Storia, si siano trasformati i luoghi dove passiamo ogni giorno. Si va dall’epoca romana, quando Tergeste, allora molto meno importante di Aquileia, era una tappa d’obbligo lungo la via consolare Flavia, fino ai fasti della Belle Epoque, quando Trieste ha raggiunto il massimo del suo splendore e del suo prestigio internazionale. Oltre a curiosità e fatti spesso ignoti agli stessi triestini, le confernze, attraverso la storia della nostra città, mirano a presentarne il carattere e anche il destino, nella viva speranza che Trieste possa diventare in un prossimo futuro uno dei luoghi di risveglio della nostra nazione, del nostro continente e di tutto il mondo.

 

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